lunedì 14 aprile 2014

della serie SCHISCETTA: insalata in barattolo n°1


Marika e Io siamo due universitarie. Quando abbiamo pensato a chi rivolgere le nostre ricette (esatto, il target del nostro blog) abbiamo pensato a ragazze e, perché no, ragazzi come noi: spesso di fretta, golosi durante il periodo degli esami, annoiati dal solito panino durante la pausa tra una lezione e l'altra. Abbiamo messo giù qualche idea ed è nata "Della serie SCHISCETTA": cosa ci portiamo per il pranzo?
La mia idea è l'insalata in barattolo! Comodissima da trasportare in borsa, ideale per evitare macchie di unto dei vari condimenti su quaderni e libri.



La versione che vi propongo oggi è adatta anche per chi non ama la carne. La morbidezza delle mozzarelline è contrastata dai finocchi crudi e croccanti. Ho aggiunto il tonno: leggero e saporito. 
Preparare un'insalata in barattolo è semplicissimo: alla base il condimento che preferite; stratificate poi i diversi ingredienti che avete scelto. Chiudete per bene il barattolo (il mio consiglio? acquistatene uno con la guarnizione in gomma così da rendere più sicuro il trasporto! In alternativa, vanno benissimo anche i classici de "Le quattro stagioni"). Avvolgetelo in un tovagliolo e mettetelo in un posticino sicuro della vostra borsa!
All'ora di pranzo non vi resterà che agitare per bene il barattolo per condire ogni ingrediente e gustarvi in tutta bontà la vostra schiscetta!



F.

venerdì 11 aprile 2014

Tortine mediterranee, decisamente olivastre!

         

Aperitivo all'improvviso, fame salata, voglia di evadere in una casetta vista mare a Rapallo, desiderio di ritornare alla vostra Zacinto. Qualunque sia la vostra impellenza, sappiate che vi basteranno 40 minuti, olive Taggiasche e Feta. Le vostre papille gustative (almeno loro) viaggeranno all'impazzata tra la Liguria e la Grecia, grazie a queste tortine salate dal profumo mediterraneo. Questo è proprio il periodo giusto per cucinarle: ancora freschino per accendere con sommo piacere il forno, non così lontano dai primi caldi per iniziare a pensare alla focaccia con le olive in riva al mare. Armatevi di timer e forno ventilato, si parte!


       

INGREDIENTI per 10 tortine 

120 gr di farina 
70 ml di latte
2 uova
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
50 gr di Parmigiano gratuggiato 
70 gr di Feta
60 gr di olive Taggiasche sottolio denocciolate 
1/2 bustina di lievito di birra (va bene anche lievito classico)
un pizzico di zucchero (se propendete per il lievito di birra)
un pizzico di sale (la Feta è molto saporita)

Stampini da muffin in silicone o alluminio.



Preriscaldate il forno (ventilato) a 180º. Disponete sulla placca i vostri stampini, ungeteli leggermente con dell'olio nel caso non siano in silicone. Sbattere bene le uova con latte e olio. Aggiungere farina e lievito setacciati e un pizzico di zucchero. Amalgamare bene ed incorporare il Parmigiano e la feta spezzettata. Aggiungere le olive ben sgocciolate. Salare leggermente l'impasto. Dopo aver mescolato bene per distribuire le olive in modo omogeneo (altrimenti ci sarà sempre il fortunato di turno di nome Marika a non avere olive nel suo muffin). Distribuire l'impasto tra gli stampini. Non spaventatevi, sembra poco ma raddoppierà in volume durante la cottura, l'idea è di avere delle simil focaccine. Cuocere per 30'. Servire a temperatura ambiente. Sono ottime farcite con del buon prosciutto crudo! 


M.



giovedì 10 aprile 2014

HAM holy burger: hamburger "santi" subito


Ho immaginato il mondo in un menu. Ho incontrato l'amicizia in un bicchiere.
Ho sognato l'amore a bocca aperta. Ho parlato con il tempo libero e ho dimenticato
il resto. E intanto visitavo l'America, l'Europa e l'Asia con il gusto unico di mangiare
italiano. That's holy. THAT'S WHAT I HAM.


E dire che cercavo un ristorante etnico, e dire che Luca non voleva allontanarsi troppo da casa, e dire che nulla dove abito corrisponde a questa descrizione! Allora siamo passati a Legnano: si parlava di Hamburgeria di Lusso (te credo, quando un hamburger arriva a costare venti euro!) e siamo finiti a Milano da Ham: impossibile prenotare ma l’attesa eccome se viene ricompensata!
All’appello eravamo in tre con due possibili Ham a disposizione: Via Palermo o Via Marghera? Se in via Marghera la possibilità di trovare parcheggio equivale a quella che vinca a Tombola a Natale, via Palermo è stata la nostra destinazione finale!
Il primo Ham ad aprire a Milano, ideato da chi ha creato quella catena di pizzerie famosa in tutto il mondo, ce l'ho sulla punta della lingua… RossoPomodoro!
Non è possibile prenotare, una volta arrivata sono dovuta entrare e lasciare il mio nome. La ragazza al bancone mi ha assicurato che ci avrebbe chiamato di lì a venti minuti abbondanti.
Abbiamo aspettato più di mezz’ora fuori dal locale, attesa più che prevedibile: siamo arrivati all’ora di punta!


HOLYBURGER


Una volta al tavolo ci viene consegnato un ipad: la cena è nelle nostre mani. Dal tablet è possibile fare l’ordine, modificare gli hamburger togliendo ingredienti e aggiungendone altri. 
Io ho scelto un HolyBurger (ammetto di averlo modificato: per me niente cetriolo o cipolla rossa ma una fetta di ceddar!). Il prezzo di partenza era di nove euro, dieci con la modifica.
Holyburger è un hamburger di sola carne, razza piemontese, presidio slow food, con pomodori, cetrioli, lattuga, anelli di cipolla rossa e salsa holy. La salsa holy è una ricetta originale nata per condire con un gusto tutto italiano.
La cipolla rossa è di qualità superiore rispetto alle altre cipolle per sapore e soprattutto per proprietà nutritive. Ham sceglie di servirla nell’Holyburger per esaltare, con la sua dolcezza, il sapore della carne.


BEATBURGER

Per Luca un Beatburger con ingredienti di altissima qualità: hamburger di sola carne, razza piemontese, presidio slowfood, con guanciale alle erbe, funghi alla brace, akes di caciocavallo silano, julienne di radicchio e salsa al miele e al pepe verde. Il prezzo? 12 euro. 
A proposito del caciocavallo silano: sul suo sapore non c’è nulla da aggiungere, basta provarlo! Il suo nome deriva dall’antica consuetudine di appenderlo a coppie, a cavallo di pertiche di legno. Silano perchè prodotto nel territorio dell’altopiano della Sila. La produzione oggi è localizzata nelle aree interne di Calabria, Basilicata, Campania, Molise e Puglia.

TOUCHBURGER

Giorgio ha preferito un Touchburger dove la carne è la stessa ma accompagnata da una glassa di ribes e rosmarino, erborinato di bufala, radicchio brasato, prosciutto cotto, lattuga e salsa barbeque. Anche qui il prezzo si aggira intorno ai dodici euro.
La salsa ribes è una ricetta di montagna preparata utilizzando ribes fresco aromatizzato al rosmarino, pepe in grani e grappa.
Il radicchio brasato e le sue note amare si contrappongono magistralmente alla dolcezza del ribes.


Se non riuscite a resistere alle patatine vi consiglio le chips: si tratta di patate a buccia rossa e pasta gialla a basso contenuto di amido. Le patate vengono passate sotto acqua corrente per eliminarlo totalmente per poi essere tagliate a mano con la mandolina. Sono così pronte per essere fritte in una speciale friggitrice dotata di una pompa che filtra costantemente i residui ed elimina qualsiasi traccia di amaro. 
E perchè non le Fries Gourmet con cinque salse?




Un antipasto per ingannare l’attesa (che non immaginavamo sarebbe stata così breve). si tratta delle Gipsy: polpettine di vitellone di razza piemontese servite con salsa guacamole, salsa allo yogurt greco e clutney di mango (una salsa preparata cuocendo pezzettini di mango, cipolla, spezie e zucchero; aromatizzata con senape in grani e aceto).

Perché scegliere Ham? Perché l'hamburger viene santificato, ecco perché holy. Le materie prime sono di prima qualità, nulla è surgelato, tutto proviene da filiere artigianali, la carne è presidio Slowfood.
Al menu è possibile "dare un cinque": cinque gli hamburger proposti, cinque i piatti, cinque le insalate, cinque i dolci, cinque i tipi di birra di alta qualità e cinque possibilità di scelta su cosa bere.
E che bell'idea il Tablet! L'ipad rimane a disposizione del tavolo per tutta la durata della cena ed è possibile navigare in internet, curiosare tra le foto di chi è passato prima di te e molto altro!


BIGLIETTO DA VISITA
Sono stata da HAM in Via Palermo 15
MILANO

www.hamholyburger.com

F.

(P.S. sono stata da HAM sabato 22 marzo 2014)

mercoledì 9 aprile 2014

Una ciambellina nocciolata per addolcire lo studio

Capita a tutti quella sensazione, lo sconforto dell'immancabile "è la trentesima volta che rileggo la stessa frase". Solitamente siete a casa da soli, lo sconforto si tramuta in carenza di affetto e successivamente in fame. Non pensate di poter resistere, non ce la farete mai, nemmeno invocando tutti i santi e gli dei, compresi quelli pagani. In questi casi, la cosa migliore da fare è prendersi una pausa culinaria, una quarantina di minuti durante i quali staccare la spina della mente per attaccare quella dello sbattitore elettrico. La mia proposta è un dolce che da soddisfazioni immediate perchè carino, piccino, tenero e tutto per voi, veloce da preparare e pronto dopo una mezzoretta di forno. Ho pensato ad una ciambellina soffice e golosa, con ingredienti che confortano subito e vi faranno ripartire con il giusto atteggiamento!





INGREDIENTI

1 uovo
20 gr di burro
3 cucchiai rasi di yogurt bianco magro
20 gr di zucchero
130 gr (una tavoletta) di un famoso cioccolato bianco nocciolato (Novi forever). Questa scappatoia vi eviterà di dover acquistare un intero sacchetto di nocciole per poi utilizzarne solo una manciata.
60 gr di farina "00"
1 punta di cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale

 



Preriscaldate il forno a 180º in modalità ventilata. Montate l'albume con il sale a neve fermissima, quasi una meringa, e riponetelo in frigorifero fino al momento dell'utilizzo. Montate il tuorlo con lo zucchero e il burro a pezzettini, fino ad ottenere una cremina morbida e chiara, simile a quella utilizzata per decorare i cupcakes americani. Incorporate lo yogurt e continuate a montare per qualche secondo. Ridurre in granella fine, con il frullatore, 80 grammi di cioccolato. Aggiungete la granella (tutta, non mangiatela, resistete) all'impasto e mescolate bene. Incorporate farina e lievito setacciati ed infine gli albumi mescolando dal basso verso l'alto. Imburrate una tortiera a forma di ciambella (diametro 16 cm), versatevi l'impasto e cuocete per 25-30 minuti. In mancanza di uno stampo a ciambellina, potete preparare 3 bei muffin. Mentre la torta cuoce, riducete in granella piuttosto grossolana il restante cioccolato. Una volta cotta la torta, cospargetela di nocciole e cioccolato tritati. Quest'ultimo inizierà a fondersi creando una sorta di glassa alle nocciole. Gustate a temperatura ambiente. 




M.

martedì 8 aprile 2014

Crema alle carote con crostini di pane nero all'aglio, olio e peperoncino



Sono ghiotta di creme e zuppe, la mia preferita è la pappa al pomodoro con cui mi si può corrompere con grandissima facilità.
Oggi vi parlo della crema alla carota come potrebbe parlare una fashion blogger del “little black dress”: ebbene sì, la crema alla carota è un ever-green, ci accompagna tutto l’anno senza nessun discrimine tra stagione estiva e invernale. D’inverno è ottima per riscaldare anima e corpo, dalla primavera in poi assumere carote è un rimedio naturale per evitare le bruciature da tintarella e per intensificare l’abbronzatura. Insomma,  in tutti i dodici mesi dell’anno è buonissima!
La accompagneremo con crostini di pane nero croccanti, aromatizzati con aglio, olio e peperoncino!
Come è nel mio stile una ricetta semplicissima con cui farete un figurone!



INGREDIENTI (le dosi sono per due tazze come le mie)
  • carote: 1 kg; 
  • brodo vegetale: io ho usato i cuori di brodo (n°2);
  • una patata grande;
  • pane nero, meglio se trovate una piccola baguette;
  • aglio, olio e peperoncino;
Come ho fatto? Ho messo sui fuochi due pentole piene di acqua. In quella che userete per le carote calcolate circa due litri di acqua. Nel frattempo pelate le carote e tagliatele a pezzetti. Fate lo stesso con la patata (io che uso quelle dell’orto di mio nonno ne ho usate tre piccoline). Quando l’acqua bollirà nella pentola per le carote fate sciogliere due cuori di brodo e aggiungete le carote. Nell’altra mettete la patata. Perché questa divisione che potrebbe sembrare crudele? Perché i tempi di cottura sono diversi. Non posso dirvi quanto ci metteranno a cuocere con precisione, molto dipende dallo spessore e dalla grandezza dei pezzi di verdura. In una mezz’oretta tutto sarà cotto! Nel frattempo tagliate il pane nero: scegliete voi se a fettine, a dadini o in maniera irregolare; io, che dal mio panettiere trovo delle baguettine deliziose, ho scelto di tagliarlo a fettine sottili sottili. Preparate una padella con olio d’oliva (meglio extra vergine) del peperoncino (io ho usato dei peperoncini secchi, che ho schiacciato) e aglio (va benissimo una testa d’aglio così come quello in polvere). Non accendete il fuoco: farete saltare il pane all’ultimo momento così da servire i crostini ancora caldi.
Una volta pronte le patate scolatele e mettetele in una ciotola. 
Scolate anche le carote ma attenzione: dovete conservare il brodo in cui le avete cotte!
Prendete una parte di carote, una di patate e un mestolo di brodo e iniziate a frullare: io uso il frullatore per frullati perché mi trovo molto più comoda e riesco a fare prima ma in materia di zuppe è spesso prescritto il frullatore ad immersione. Quello che avete a disposizione andrà più che bene!

Frullate poco per volta e aggiungete il brodo pian pianino fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Servite la vostra crema in due ciotole; condite con un giro d’olio, pepe tritato sul momento, un pizzico di sale. Decorate con i crostini che avrete reso croccanti e profumati in due minuti in padella!



F.

lunedì 7 aprile 2014

Della serie Kusmi Tea: #1 "L'indecisione delle 5 p.m. (con dolcetto)"

Ciao!
Questo post è il primo di una serie dedicata al te, in particolare alle numerose ed accattivanti declinazioni proposte da Kusmi Tea, storico marchio che da oltre 140 anni crea miscele di foglie, fiori, spezie e frutti, tra San Pietroburgo e Parigi. Premetto che sono un'amante dei te, ne ho provati a bizzeffe, in varianti più o meno elaborate o in purezza, ma mancava sempre quel tocco esotico, quell'effetto "macchina del tempo" da divano di Marika a Compagnia delle Indie. Una persona speciale mi ha aperto un mondo, fatto di deliziose latte vintage e sapori di terre lontane, facendo di me una "Kusmi tea addicted". Se siete curiosi, date un'occhiata al sito web della maison, dove troverete la linea completa di grandi classici e nuovi accostamenti dedicati al benessere di corpo e spirito.






Dopo questa doverosa introduzione, posso presentarvi il protagonista del post. E' un te per indecisi, per tutti quelli che come me, se piove, se è finita la serie TV del cuore, se la coperta chiede compagnia, si trovano ad un bivio tra infuso e cioccolata. Ecco la chiave di volta: Spicy Chocolate, te nero cinese con piccole scaglie di cioccolato, cacao e spezie. Io ho deciso di abbinarlo a dei golosi dolcetti al cioccolato fondente, rigorosamente home made, da divorare da soli, per un prolungato stato di grazia, o da condividere con qualche goloso della vostra specie. 

Per 20 dolcetti (facciamoci del male), vi occorrono
  • 120 gr di farina "00"
  • 60 gr + 1 nocciola di burro
  • 130 gr di cioccolato fondente extra
  • 1 cucchiaio raso di cacao amaro in polvere
  • 60 gr di zucchero semolato finissimo (potete renderlo tale polverizzando lo zucchero classico nel frullatore, in questo modo l'impasto risulterà più omogeneo)
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 1 cucchiaio di latte
  • 1/4 di cucchiaino di lievito
  • 2 cucchiai ben colmi di farina di cocco 



Preriscaldate il forno in modalità statica a 180°. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Amalgamate con cura farina, zucchero, cacao e lievito e setacciate il tutto in una ciotola capiente. Aggiungete i 60 gr di burro tagliato a pezzetti e a temperatura ambiente, insieme al tuorlo. Impastate il meno possibile. Incorporate, poco alla volta, un paio di cucchiai di cioccolato fuso, avendo cura di mantenere il restante sempre liquido. Impastare per pochi secondi e formare una palla. infarinare leggermente e riporre in frigorifero per una mezz'ora. Infarinate il piano di lavoro e stendere l'impasto fino a raggiungere uno spessore di circa mezzo centimetro. Ricavate con un coltello o con lo stampino, tanti quadrati (ne usciranno una quarantina) di 3 cm per lato. Infornate sulla teglia coperta da carta da forno e cuocete per una decina di minuti. Nel frattempo, dividete il cioccolato fuso in due parti. In una aggiungete una nocciolina di burro e il cocco, lasciandone una piccola quantità per un'eventuale decorazione. Mescolare bene. Una volta cotti e raffreddati, i vostri biscottini potranno essere farciti (come un sandwich) con la glassa di cioccolato e cocco e ricoperti con il restante cioccolato fuso. Tocco finale, a vostra discrezione, una spruzzata di profumatissimo cocco! A quel punto, solo una decina di minuti di frigorifero vi separeranno dal vostro peccato di gola. 
Giusto il tempo di scaldare l'acqua, mettere il te in infusione e scegliere un bel film!                                                                                                                                                                              

                                                                                                                                                              M.  

                                                                                                                                                              
                                                                     

venerdì 4 aprile 2014

Saletta Dolce e Salato: Brunch? Buono ma lillipuzziano!

Le giornate sono belle, il sole inizia a scaldare e... da-dan: in un attimo la mia bicicletta è fuori dal garage. Cestino montato e pashmina al collo. La domenica mattina sono alla ricerca di un posticino per fare colazione, di quelli che ti dicono: “Buongiorno Principessa!”.
Questa volta vada per il Brunch: esatto, quel pasto di nuova introduzione da consumare tra le undici del mattino e le due del pomeriggio, quella via di mezzo tra breakfast (la colazione) e lunch (il pranzo).
Ciliegina sulla torta? Una coppia di amici con cui condividerlo.
Non potrei essere più felice. La mia dolcezza verrà compensata con la più che convinta propensione di Luca per il salato: almeno così il nome sembra evocare. 
Saletta Dolce e salato: eppure avverto una nota aspra, sono costretta ad una spruzzatina di limone.
Una piccola piccola brioche di sfoglia semplice, vuota, da riempire con burro e marmellata a piacimento. Banana Bread gustoso: anche qui, un pezzettino per uno che non fa male a nessuno! A completare il cestino? Una fetta di pane comune e una galletta di riso.
In un bicchierino da finger food biscotto sbriciolato, yogurt e sciroppo d’acero. Niente male, qui la porzione è da lillipuziano. Quello che mi fa riflettere è il fatto che non a tutti piace lo sciroppo d’acero: non ci viene chiesto nulla. L’impressione è che le cose siano pronte e che quindi “o è così o è così”.
Ci viene servita una losanga (cm 2x2) di sformato alla zucca e una tortina con piselli e feta (che proverò a replicare tra i miei fornelli!), una fetta (una) di tacchino affumicato a testa.



E io che credevo di trovare uova e bacon? Vengo accontentata in parte: l’uovo strapazzato in una fondina per tutti, una fettina di bacon a testa.
Ma è domenica, vorrei essere coccolata, volevo trovare un posticino che mi dicesse “Buongiorno Principessa” e invece no: non c’è un buffet ma un buffet sul mio stesso tavolo (tanto che non ci sta più nulla!); se qualcuno volesse due pezzettini di una stessa cosa non potrebbe essere accontentato. Finito il succo siamo andati a cercare una cameriera perché in saletta siamo rimasti da soli per tutto il tempo.
I Pancake, che credevo non sarebbero arrivati, sono stati preparati alla fine. Qui la dimensione è quella originale. Non ci viene chiesto come li vogliamo serviti, sono coperti di fragole: che fragole siano.
C’è ancora una fetta tra le torte del giorno da scegliere: sono così satura di zuccheri che me la faccio incartare e la porto a casa. 
Il prezzo? Quindici euro a testa, compresi un succo e una bevanda calda.
Non ho nessuna obiezione con riferimento ai sapori: veramente tutto buono. Nulla posso dire con riferimento alle idee e in particolare all’idea: unico posto a Borgomanero a servire il Brunch!
Ma non sono convinta. Avrei preferito un piccolo menù da cui scegliere cosa mangiare, quattro possibilità diverse sarebbero state più che sufficienti! Il piatto più ambito? La possibilità di scegliere.
Badate bene, non manca la varietà ma la possibilità di scelta. Tutto mi pare come da copione; sì, un copione più o meno collaudato, in cui le portate escono con ordine prestabilito e in alcuni casi illogico. 
I pancake dimenticati alla fine, il piatto forte rilegato in una fondina.
Tanti stuzzichini e idee ma la mancanza di un piatto forte: meno è meglio! Meno varietà ma la scelta tra piatti più rappresentativi di questo pasto che va tanto di moda e che, per definizione, è portato a sostituire anche il pranzo! 


BIGLIETTO DA VISITA:

SALETTA DOLCE E SALATO
presso Osteria della Corte
Via Sanado 19
Borgomanero
Pagina Facebook
Telefono : 0322 844621

A prestissimo,
F.


(P.S: il Brunch è stato fatto domenica 9 marzo 2014)