martedì 20 maggio 2014

Amiche per le penne e il CIBO PER LA MENTE: #1 La grammatica dei sapori

Non crediate che le due Amiche-per-le-penne passino le giornate a mangiare, cucinare, assaggiare, e, a tempo perso, studiare. Leggono anche, in quanto sempre di cibo si tratta, non per lo stomaco ma per la mente. E quale connubio migliore se non libri che parlano di cibo? Abbiamo pensato di dire la nostra anche qui, nella nicchia variopinta dei libri che trattano direttamente, o anche solo come contorno, di gastronomia, di pietanze, di ingredienti, di sapori, di acquolina in bocca e di tavole imbandite. 

Il libro che vi propongo oggi è uno di quei volumi che attirano in primis per la copertina: colorata, semplice, pulita. Ma il vero arcobaleno sta all'interno, tra le 394 pagine bordate di rosa bubblegum.





"La grammatica dei sapori e delle loro infinite combinazioni" è una raccolta ambiziosa di 4851 combinazioni di sapori (ingredienti), partendo da una selezione di 99 prodotti di terra e di mare classificati in 16 famiglie (per esempio "senapati, fruttati cremosi, tostati, ..."). In ogni famiglia di sapori coesistono ingredienti accomunati da qualcosa, a loro volta legati in qualche modo a quelli delle famiglie adiacenti, in una ruota del gusto. 



In questo libro, accanto ad abbinamenti noti, ovvi, deliziosamente banali quali "Cioccolato e Arachide" o "Tartufo e Funghi", arricchiti con cenni storici e letterari, appunti di viaggio personali, suggeriementi dagli chef di tutto il mondo e curiosità, troviamo accoppiate sorprendenti per la nostra cultura o ancora non sondati dal nostro gusto. Un paio di esempi? "Pollo e Rosa" apprezzatissimi nelle cucine di Mongoli e Mori, e ancora "Ananas e Acciuga", ingredienti principali della Mam Nem, tipico dip vietnamita. 


L'autrice Niki Segnit introduce così:
" Una sera, a cena, un amico ha servito un piatto usando due ingredienti che non avrei mai accoppiato. Ma come faceva, mi chiesi, a capire che avrebbe funzionato? [...] Mi serviva un manuale, una Bibbia in grado di aiutarmi a capire come e perché un sapore si accosta ad un altro, i punti che hanno in comune, le differenze. In pratica, un compendio dedicato ai sapori. Ma non esisteva un libro simile e pertanto, con quella che vista a posteriori potrebbe sembrare una commovente ingenuità, ho pensato che avrei potuto provarci io".

È un libro che si presta a due diverse chiavi di lettura, da un lato il manuale da consultare nei momenti di massima ispirazione e follia culinaria, dall'altro un racconto di esperienze che lascia ampio spazio alle impressioni e al gusto soggettivo, anche del lettore. È interessante scoprire nuovi abbinamenti della serie "come ho fatto a non pensarci prima?", così come accostamenti che mai proveremo ma che comunque hanno alle spalle sorprendenti ricerche storico-culturali o lo zampino di qualche chef creativo. 

Se siete curiosi e convinti che gli opposti si attraggano, è la lettura che fa per voi, che voi amiate cucinare o anche solo mangiare.
Se siete convinti che cavolfiore stia a cioccolato come i cavoli a merenda, è la lettura fatta apposta per voi.




COPERTINA

Niki Segnit
"La grammatica dei sapori
e delle loro infinite combinazioni"
Gribaudo editore
ISBN 978-88-580-0440-1
prezzo di copertina 24 euro
shopping online


Buona lettura,

M.

lunedì 19 maggio 2014

polpette di pollo gustose, quando la parola d'ordine è LIGHT!

Sono una golosa cronica e non ho la minima intenzione di guarire ,però mi piace cimentarmi in ricette sane, leggere e (odio la parola che sto per dire) dietetiche: ma che non vogliono e non devono rinunciare al gusto!
Oggi vi propongo delle polpettine di pollo con zucchine e aromi, cotte al forno senza grassi aggiunti, vi dico di più: io non ho neanche sentito la necessità di aggiungere il sale.


Cosa ho usato? (per dodici polpette come le mie)
- Un petto di pollo, circa 500 grammi.
- Una zucchina.
- La buccia di mezzo limone.
- Pepe (tante macinate).
- Sale (ma solo se non potete farne a meno).
- Curcuma, tre cucchiaini.
- Una decina di foglioline di salvia.



Come ho fatto?
Prendete il petto di pollo e tagliatelo in pezzi, se nel vostro ci sono ossa o parti dure eliminatele con cura.
Con l'ausilio di un tritacarne, macinate il pollo e la zucchina.
Aggiungete abbondante pepe, la curcuma (se preferite altre spezie sbizzarritevi!) e le foglioline di salvia tagliate a pezzettini.
Il tocco in più? La buccia di mezzo limone ben grattugiata che darà alle vostre polpette un sapore fresco e aromatico.



Per porzionare le polpette e per comodità io preferisco disporre il macinato, con l'aiuto di due cucchiai, nei pirottini da muffin. Andrà benissimo anche una teglia coperta di carta da forno.


Forno preriscaldato a 180 gradi, venti minuti circa! Queste polpettine sono ottime da sole, straordinarie nelle insalate, deliziose anche fredde!
Buon appetito,
F.

venerdì 16 maggio 2014

Tortina di yogurt quasi light: un microscopico peccato di gola

Per me cucinare qualcosa di light al 100% è una vera impresa, impegno a profusione ma l'ostacolo è sempre in agguato. Per fortuna Francesca è un'esperta in cucina light ma (molto) gustosa, per cui mi perdonerete di certo questa piccola distrazione, questa calorica nota stonata (ma che sta bene con tutto) chiamata Nutella. Considerando che gli altri ingredienti sono light per davvero, un peccatuccio di gola li in mezzo non farà grande scalpore, ma avvolgerà le vostre papille gustative con un morbido abbraccio alla nocciola. Sembra un nuovo spot Ferrero, ma sono solo io in uno dei miei deliri da fame dolce. Concedetemelo, in un mese ci sono una trentina di giorni e alcuni non sono proprio quel granché (shhh, sono cose da ragazze!). Se la coscienza non è del tutto a posto, potrete sostituire la Nutella con le alternative ipocaloriche (alcune sono davvero ottime). 
Bando alle ciance, è il momento di darvi la ricetta di questo piccolo peccato di gola da condividere con qualcuno di speciale. Perché si sa, peccato confessato, mezzo perdonato.

                             



INGREDIENTI per 2 persone
180 gr di yogurt magro
7 biscotti di cereali integrali al cacao
2 cucchiai rasi di Nutella
1 foglio di gelatina (2 grammi)
fragole

a piacere un cucchiaino di zucchero per la crema


PREPARAZIONE

tritate i biscotti e aggiungetevi un paio di cucchiaini di yogurt magro, creando una granella leggermente umida. Prendete una piccola tortiera apribile o un grande stampino rotondo, foderatene i bordi con un cilindro di carta forno e create un fondo di biscotti spesso circa un centimetro e molto compatto. Fate riposare in frigorifero per una mezz'ora. Sciogliete la crema al cioccolato (Nutella o suoi simili) a bagnomaria ed incorporatevi la gelatina precedentemente ammollata (per 10 minuti) e ben strizzata. Mescolate il tutto per sciogliere la gelatina. In una ciotola unire la crema allo yogurt, zuccherando a piacere. Personalmente ho evitato di aggiungere ulteriore zucchero, è già delicatamente dolce grazie alla Nutella, e io non amo i dolci troppo dolci. Dopo aver detto dolce 87 volte, vi dico: fate vobis! Versate la crema nello stampo, livellate picchiettando sul piano di lavoro e fate rassodare in frigorifero per almeno 2 ore. Una volta trascorse, potrete sformare delicatamente il dolce. Fate molta attenzione, non è un cheesecake, lo yogurt è molto più liquido rispetto al formaggio cremoso! Decorate con le fragole secondo ciò che vi suggerisce la vostra fantasia, sperando che vi assista più di quanto ha fatto con la sottoscritta.

Buon dolce (88),

M.

giovedì 15 maggio 2014

Amica per le penne a PORTOFINO

Perché a noi piace condividere un po' tutto con voi, anche le nostre gita fuori porta che magari diventano l'idea e l'occasione per evadere dalla città, dalla routine e dal grigio, anche per voi. 
Da bambina volevo essere un'esploratrice, naturalmente mi immaginavo tra deserti e safari; la curiosità non mi ha mai abbandonato, la voglia di scoprire è sempre stata fedele compagna di viaggio. Crescendo ho capito, però,  che ci sono posti meravigliosi non troppo distanti da casa, di quelli che fai le fotografie con gli occhi e non te li scordi più, che bastano un paio d'ore di viaggio e ti sei già dimenticata che giorno è,  il problemuccio a casa, l'impegno della prossima settimana.
Oggi vi racconto di quel pezzettino di Liguria che si chiama Portofino. Nonostante vorrei provare a fare uno di quei viaggi in cui è doveroso programmare il tour su una vera cartina, abbiamo impostato il navigatore e raggiungere la meta è stato molto semplice!

Benvenuti a Portofino

Siamo arrivati fino a Portofino in macchina, il mio consiglio è quello di fermarsi a Rapallo o a Santa Margherita Ligure e optare per il traghetto: potrete prendere il sole e guardare il panaroma e, soprattutto, non diventare matti sulla strada stretta e trafficata. N.B, i parcheggi a Portofino sono piuttosto cari.
Immaginiamoci tutti arrivati, immaginiamoci nella strada principale per scendere nel golfo, i negozi aperti (stupendi, alcuni da guardare da lontano, molto lontano!) il profumo della focaccia, irresistibile.
…e già i colori delle cose mi hanno rimbambita, il tempo sembra che si sia fermato, le barche che si muovono al ritmo delle onde e mi scappa un sorriso, di quelli belli grandi.
Decidiamo di fare un giro, tra i vicoli e i negozi, curiosando un po' ovunque. Decidiamo di salire alla chiesa di San Giorgio, c'è una balconata a strapiombo sul mare dove godere di un panorama mozzafiato. 
Respirare l'aria di mare è una ricarica di energia, "iodio vieni a noi!". 
Proseguiamo per il castello di Brown, la passeggiata è ombreggiata e piacevolmente rinfrescata dalla brezza di mare.

Chiesa di San Giorgio, Portofino.

Sono piena di scorci suggestivi, di immagini meravigliose, ma la pancia inizia a brontolare e quando ho fame divento veramente irritabile. Luca mi conosce molto molto bene e ha già prenotato un posto carino per il pranzo. Perché non è il luogo adatto altrimenti, caro Luca, ti scriverei tante cose carine (opterò per un sms).


Ristorante Ö Magazin

16034 Portofino
calata Marconi 34
telefono: 0185 269178 (caldamente consigliato prenotare)


Acciughe salate


Spaghetti con le arselle
Il ristorante è veramente carino, con i tavolini all'aperto a due passi dal mare, non è necessario strafare quando hai una cornice come Portofino. Abbiamo ordinato un antipasto, le acciughe salate. Non cadete nell'errore di considerarle semplici acciughe perché nulla hanno a che vedere con quelle che troviamo al supermercato nelle scatolette. Si tratta di acciughe fresche e saporite, che su un pezzetto di pane ai cereali con appena un po' di burro (con cui vengono servite) sono sublimi.
Come primo un piatto di spaghetti, i miei preferiti. Con  le arselle in guscio, in bianco, quando le cose semplici sono così buone mi si stringe il cuore. 
Passiamo alla nota dolente: il conto. Premessa numero uno, siamo a Portofino; premessa numero due, quando per una birra e un succo annacquato all'ananas, in un bar vicino,  ci hanno chiesto diciassette euro, avevo già perso le speranze.
In questo ristorante il prezzo di ciascun piatto scelto si aggira intorno ai sedici-diciotto euro. Io sono stata benissimo e ve lo consiglio, se non vi va di spendere troppo per il pranzo  prendete qualche trancio di focaccia, una bibita fresca e raggiungete la terrazza vicino alla chiesa di san Giorgio: credo sia una soluzione a dir poco magnifica!

Scorcio dalla terrazza.



Tanti saluti da Portofino, F.


Sono stata a Portofino il 26 aprile 2014.

mercoledì 14 maggio 2014

Riso Basmati al curry, saltato con verdure e ventresca di tonno


Il riso Basmati è il classico ingrediente che mette d'accordo un po' tutti, piace a tutti, sta bene con tutto ma è buono anche da solo. Fa pensare immediatamente all'Oriente e ad esotiche tavolate, a donne in sari e curcuma nei mercati. Personalmente lo uso spessissimo, anche come semplice accompagnamento a verdure grigliate e carni. E' un riso molto versatile, lo trovo perfetto per tutti quei piatti in cui è necessario o comunque preferibile mantenere i chicchi ben sgranati. Per esempio le insalate e i risotti saltati, nei quali amo riconoscere i gusti e le consistenze ben definite dei diversi ingredienti. La proposta di oggi è un riso Basmati al curry molto saporito, con tonno e verdure appena saltate, quindi ben sode e profumatissime. Il mio amore per il curry è di lunga data, ricordo che da piccola ci condivo gli spaghetti aglio e olio. Non credo fosse il miglior utilizzo per questo delizioso mix di spezie, ma ancora oggi ne faccio largo uso; trovo dia un tocco sfizioso e fresco a tantissime pietanze. Assicuratevi di averne a casa, tra i barattoli delle spezie, e annotatevi questi semplici ingredienti. Ecco una ricetta leggera e gustosissima!


INGREDIENTI per 4 persone

300 gr di riso Basmati
2 peperoni gialli
un mazzetto di asparagi fini
200 gr di ventresca di tonno sottolio 
2 cipollotti rossi
curry in quantità
peperoncino
n.1 cuore di brodo alle verdure
olio e.v.o.
sale q.b.


Mettere a lessare il riso in abbondante acqua salata, fino ad una cottura al dente. Nel frattempo, in una padella ampia, con un filo d'olio, fate dorare il cipollotto insieme alle metà superiori degli asparagi (sono le parti più tenere). Aggiungete i peperoni tagliati a dadini, il cuore di brodo e un cucchiaio di acqua bollente direttamente dalla pentola del riso. Abbiate cura di cuocere le verdure per appena 5-10 minuti, in modo che rimangano compatte e leggermente croccanti. Scolate bene il riso. Aggiungete il tonno alle verdure, facendolo saltare per qualche secondo. Versate il riso nella padella e saltatelo a fuoco vivo con abbondante curry e un pizzico di peperoncino. A piacere, aggiungere un filo d'olio a crudo.

M.

martedì 13 maggio 2014

Della serie Kusmi Tea: #2 Detox e quei biscottini con meno di 30 kcal!

Sprovvista delle deliziose scatoline di latta che Marika può vantare, oggi vi parlo del Kusmi tea che non manca tra i miei tè.
Si tratta del DETOX: una tisana detossificante da bere durante tutto il giorno, calda o fredda. 
Un infuso di foglie di matè, tè verde e lemongrass; è proprio quest'ultimo l'aroma e il profumo che prevale ad ogni sorso.
Perfetto per rimettersi in forma, per il corpo, e per ritrovare la giusta concentrazione, per lo spirito.
Intanto che inforno i biscotti mi preparo un termos, le bustine in garza sono comodissime!


Ho pensato di abbinare al tè dei biscotti dal sapore molto delicato, morbidi, e soprattutto con meno di trenta chilocalorie l'uno! Nota da non trascurare? Sono semplicissimi da preparare e dovrete sporcare solo una ciotola e un cucchiaio.


INGREDIENTI (per dodici biscotti):
1 vasetto di yogurt magro
60 grammi di farina integrale
65 grammi di crusca d'avena
30 grammi di zucchero di canna
n°1 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale.


Prendete una ciotola, versate la farina, la crusca d'avena, un cucchiaino di lievito per dolci e il pizzico di sale. Mischiate gli ingredienti secchi. Aggiungete lo yogurt magro e amalgamatelo per bene con l'aiuto del cucchiaio: non dovrete sporcarvi le mani.
Su una teglia stendete un foglio di carta da forno. Disponete l'impasto dei biscotti in 12 mucchietti tondi ben distanziati.
Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per meno di quindici minuti.


Uno snack leggero e salutare, con poche calorie: quello che serve per metterci in forma per l'estate! Sono ottimi come biscotti per la prima colazione e vi dirò di più: sono più buoni il giorno dopo ed è l'ideale prepararli la sera per il mattino seguente!


Qualche idea per modificare la ricetta: aggiungete all'impasto granella di nocciole o mandorle, addolcite con un pochino di miele, amalgamate qualche cucchiaino di cacao all'impasto, delle scagliette di cioccolato o dell'uvetta sultanina!
F.

Se vi siete persi il primo numero della serie, cliccate QUI!

lunedì 12 maggio 2014

Fiori gialli, fiori di mango



Amo le caramelle, nella stragrande maggioranza delle forme e sapori. Ho un solo piccolo dogma personale: se sono balsamiche sono dure, se sono alla frutta, sono gelatine! Quando ne ho un sacchetto sottomano cerco sempre di prelevare i miei gusti preferiti, solitamente i meno classici: la mora è mia e che nessuno la tocchi. L'unico problema è che le gelatine ai gusti "particolari" sono un bene scarso. Mi capita spesso, durante i miei giorni no, di sognare gelatine al te verde, alla papaya, nei momenti critici anche al litchi. Qualche giorno fa il mango ha preso il sopravvento e nulla ho potuto contro quel dolce richiamo. Al diavolo tutto, le gelatine al mango me le faccio da sola!


INGREDIENTI per 10 gelatine grandi

150 gr di zucchero semolato finissimo
12 gr di gelatina in fogli
60 ml di succo di mango
1/2 mango maturo
1 cucchiaio di succo di limone
zucchero per copertura finale 

stampini in silicone




Prima operazione fondamentale: la gelatina va messa a bagno in acqua fredda!
Secondo, dividete in due il mango. Sembra molto semplice a dirsi, ma il mango è come i numeri primi, lo dividi per uno o per sé stesso. niente paura, con un coltello affilato dividete la polpa. Nella fessura creata inserite un cucchiaio fino a sentire il nocciolo. A questo punto passate il cucchiaio sopra il nocciolo cercando di aderirvi il più possibile. Ottenuta una specie di metà di mango, sbucciatela e frullatela. Filtrate la purea ottenuta con un colino a maglie larghe. In un pentolino versare il succo, anche quello di limone, e lo zucchero. portate ad ebollizione a fuoco medio mescolando di continuo per sciogliere lo zucchero. Fate bollire per 1 minuto. Aggiungete la purea di mango, amalgamate bene ed incorporate la gelatina ben strizzata. Mescolate con cura per scioglierla completamente e riempite degli stampini in silicone. Vanno bene quelli per il ghiaccio, oppure l'estremità di quelli per muffin. 3 ore di frigorifero e potrete sformare delicatamente le vostre gelatine. Cospargetele di zucchero (appiccicano). Dureranno, a temperatura ambiente e coperte, circa una settimana. Ma se siete golosi, le finirete prima.


M.