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mercoledì 17 settembre 2014

Orecchiette con champignons, gallinella di mare e ricotta salata

Buongiorno!
Amo gli abbinamenti insoliti e mi piace stupirmi assaggiando accoppiate che mai avrei pensato potrssero funzionare. In questa ricetta ho voluto sperimentare l'incontro di due sapori diametralmente opposti, e il risultato non ha deluso le mie aspettative: funghi champignon e gallinella di mare. E in barba a chi afferma che il formaggio con il pesce fa a cazzotti, via libera alla ricotta salata. Ovviamente vaccina, quella di capra o pecora sarebbe stata davvero invadente, coprendo i sapori delicati del sugo. Appuntatevi gli ingredienti e provate questo trionfo di sapori! 


INGREDIENTI per 4 persone

350 gr di orecchiette 
4 piccoli filetti di gallinella 
10 champignons freschi
1 pomodoro "cuore di bue" 
ricotta salata a piacere
vino bianco q.b.
1 mazzetto di prezzemolo
2 spicchi d'aglio
peperoncino 
olio e.v.o.
sale q.b.



PROCEDIMENTO

in una pentola antiaderente unta con un filo d'olio, cuocete i filetti dalla parte della pelle, salandoli leggermente. Una volta diventati bianchi, sfumateli con il vino bianco e fate evaporare. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire. Nel frattempo lavate i funghi, ma solo leggermente per non impregnarli d'acqua. Aiutatevi con una spazzolina per rimuovere i residui di terra e rimuovete la parte finale del gambo. Tagliate a cubetti ed avanzatene alcuni interi, che affetterete finemente e lascerete crudi. Saltate i funghi a cubetti con olio, aglio, peperoncini e un pizzico di sale. Dopo circa 15 minuti saranno perfetti e potrete aggiungere abbondante prezzemolo fresco tritato. Ora i filetti di gallinella saranno tiepidi e potrete ricavarne la carne, eliminando pelle e lische eventuali. Unite il pesce ai funghi e ad una dadolata finissima di pomodoro. Saltate per pochi minuti. Lessate le orecchiette in acqua salata. Quando saranno al dente, tuffatele nel vostro sughetto, aggiungendo prezzemolo a piacere. Impiattate con una pioggia di scaglie di ricotta e le fettine di funghi crudi che avete messo da parte, in modo da dare freschezza e croccantezza al vostro delizioso primo piatto.

Buon assaggio,

M.

venerdì 29 agosto 2014

Amica per le penne nel Ponente Ligure. Vol.2 Andora



Oggi sarò nostalgica. Il posto di cui sto per parlarvi è stato per me sinonimo di estate per quasi vent'anni. Quei 15 giorni ad agosto pieni di giochi e risate con il mio amico Nicolò erano qualcosa di sacrosanto ed intoccabile, come la focaccia a merenda dopo il bagno. La casa in affitto a pochi metri dalla spiaggia, le ore passate a scavare buche e passaggi segreti in riva al mare, le capanne costruite con le sdraio in caso di brutto tempo, quella dote di vedere il bicchiere mezzo pieno tipica dell'infanzia. Gli immancabili fuochi d'artificio di Ferragosto ammirati dal terrazzo. E per non parlare delle continue puntate dal verduriere sotto casa, perché alle mamme mancava sempre il prezzemolo. Sono ricordi che rimarranno sempre dentro di me e che amo rivivere almeno una volta l'anno, almeno per un giorno. Ed eccomi qui, di nuovo ad Andora, una cittadina tranquilla tra Capo Mele e Capo Mimosa, nella Riviera dei Fiori (SV). 

Scorcio sul mare dalla località Colla Micheri (Andora)

Avendo provato per anni locali costieri o comunque centrali, abbiamo deciso di tentare una strada diversa: l'entroterra. Una ventina di minuti di auto risalendo il corso del torrente Merula, ci si ritrova immersi negli ulivi, tra case di pietra ed oleandri fioriti. E' qui che si trova Il Pozzo da Ezio, dove la tipica cucina di mare, molto diffusa fino in collina, incontra quella dell'entroterra, ricca di carni e antiche preparazioni gastronomiche. Mentre aspettiamo l'antipasto, ci viene proposto un piattino di fiori di zucca pastellati, davvero deliziosi e croccanti. La cucina di questa zona è molto ricca di preparazioni a base di fiori di zucca, grazie alla consistente piantagione di zucchine trombetta, specialmente nella zona di Albenga (distante una ventina di chilometri dal centro di Andora). 

Fiori di zucca pastellati

Dopo questo gradito appetizer, è il momento dell'antipasto tradizionale per eccellenza, piatto tipico in tutto il ponente ligure, da Varazze a Ventimiglia, con relative variazioni sul tema. Si tratta del Branducujùn. Lasciatemi spendere qualche parola su questa pietanza dal nome alquanto singolare. La proprietaria del locale, visto il mio interesse in merito, ha saputo spiegarne l'etimologia con molta raffinatezza. In poche parole, gli ingredienti venivano "brandati", ovvero amalgamati energicamente dai pescatori in una grande ciotola posta all'altezza delle parti intime. Altra spiegazione, l'imperativo "Branda, cujùn!" gridato dal capitano del peschereccio al mozzo di turno. Ma cos'è di preciso? Un impasto maciullato grossolanamente ma assai cremoso, composto da baccalà e patate ed arricchito con pinoli, aglio, prezzemolo e olio ligure. E' una vera delizia, soprattutto se accompagnato, come in questo caso, da sottili crostini caldi e una salsina al baccalà. Una piccola porzione per circa 7 euro.

L'antipasto tipico, il Brandacujùn

Come primo piatto non potevamo resistere al richiamo del re e della regina indiscussi della tradizione ligure: trofia al pesto. Ma non un semplice pesto, IL pesto, in cui le trofie vengono lessate insieme a patate a cubetti e fagiolini, verdure che andranno ad accompagnare la classica salsa al basilico. Davvero ottime e cotte a puntino, fattore non scontato considerando il formato di pasta impiegato. Prezzo? Intorno ai 10 euro per un piatto bello pieno che da soddisfazione!

Trofie al pesto con patate e fagiolini

A seguire una grigliata di carne con patate, composta da pollo, filetto, braciola e salamella, davvero ricca e dalla sorprendente freschezza degli ingredienti (a detta del commensale, mio Papà).
Circa 20 euro.

Grigliata mista di carni

L'ambiente è ricco di richiami alla tradizione e molto curato, dagli arredi ai menù scritti su piccole lavagne di ardesia. Vi è la possibilità di cenare all'aperto, sotto i gazebo, a lume di candela, o sotto un romantico pergolato dal quale pendono decine di grappoli d'uva. 


Unica pecca, il servizio a tratti non molto professionale ed organizzato. Per esempio, dopo l'assaggio da parte di un commensale, il vino andrebbe di norma versato nei vari bicchieri, cosa non verificatasi. Altro episodio, uno scambio di tavoli al momento del servizio dei primi. Piccole sviste per me non particolarmente significative ma che, se corrette, possono confermare Il Pozzo come locale di altissima qualità anche in merito all'aspetto sala.


BIGLIETTO DA VISITA

Ristorante Il Pozzo da Ezio
Specialità liguri
Località Piazza, 3
San Bartolomeo - Andora (SV)
Tel. 0182 80143



Uno scorcio sul Mar Ligure dal Porto di Andora


Buon assaggio con la mente,


M.

martedì 26 agosto 2014

Amica per le penne alle Isole Eolie: Lipari

Come nel primo tema ad ogni rientro a scuola, oggi vi racconto le mie vacanze! In realtà ho sempre detestato il giorno in cui la maestra ci chiedeva di ricordare il mare, i bagni e i gelati. Anche adesso, sono un po' insofferente nel pensare a quel paradiso che sono le Isole Eolie, mentre fuori dalla mia finestra il cielo è di quel colore fastidioso per chi ha gli occhi chiari. Carico subito qualche immagine così che il mio sorriso sia assicurato in tutta la stesura del post!

Il panorama da Quattropani, Lipari.

Raggiungere l'arcipelago ha richiesto un volo aereo da Milano Malpensa a Catania, se cercate con un po' di anticipo sono sicura che troverete anche voi delle ottime offerte. Noi abbiamo volato con Easyjet.
Una volta arrivati in terra sicula, dall'aeroporto a Milazzo (località da cui è possibile imbarcarsi su un aliscafo per le Isole) abbiamo prenotato un posto su un autobus privato: un'ora e mezza la durata del viaggio, quarantacinque euro in due il prezzo del biglietto.
Una volta a Milazzo scegliete la compagnia di aliscafi che più vi aggrada, Ustica Lines nel nostro caso, acquistate il biglietto e la vostra meta sarà finalmente vicina. L'aliscafo impiega circa 50 minuti a raggiungere la più vicina delle Isole, Vulcano, e un'oretta per arrivare a Lipari.


Una delle foto che preferisco a Canneto, Lipari.

Le Isole sono sette, noi, che siamo partiti con l'idea di visitarle tutte, abbiamo scelto un hotel a Lipari, la più grande e centrale tra le isole.

Marina Corta, Lipari.

Sapete cosa vi dico? Vi lascio anche il biglietto da visita del nostro hotel dove la gentilezza di Serena e Gioia ci ha fatto sentire a casa (e non è la solita frase fatta!) e dove Carlo, con il suo sorriso, ci ha servito colazioni deliziose!
Con semplicità e chiarezza ci hanno consigliato le spiagge più belle, come organizzare le nostre escursioni, dove mangiare ottime granite o i ristoranti più buoni.
Un hotel che mi porta a ricordare i riad nonostante non ci siano decorazioni marocchine ma la bellezza del bianco ad avvolgere ogni ambiente.
Le camere sono ben rifinite e hai la sensazione di entrare a fare parte di una famiglia, tanto che mi dimenticavo di chiudere la porta della camera a chiave una volta uscita.

Adagiato sulla splendida baia del borgo marinaro di Canneto, nell’isola di Lipari, La Settima Luna Hotel è caratterizzato dall’elegante architettura liberty dell’edificio che lo ospita, incastonato tra la cinquecentesca Basilica Romana Minore di San Cristoforo e le case del vecchio tessuto urbano, disteso a lambire l’arco suggestivo della spiaggia nel suo luminoso abbraccio con il mare delle Eolie, sul versante delle candide spiagge di pomice che, ancora oggi, costituiscono un'attrattiva unica al mondo.

BIGLIETTO DA VISITA
La Settima Luna Hotel
via Cesare Battisti 118
98055, Lipari (Canneto)

LIPARI:

Lipari è la maggiore delle Isole Eolie, a tratti la più urbana tra le sette, senza dubbio la più popolata. Ad eccezione di Salina tutte le isole dipendono amministrativamente da Lipari.

Havana Beach, uno scorcio di parte della cava di pomice dismessa.


COSA NON PERDERE, secondo me!

La spiaggia di Havana beach, da raggiungere con una barca a motore: dal molo di Canneto chiedete di Bubu, il pirata! Havana Beach è una spiaggia di pomice, davanti ad una cava dismessa. Il Mare è di un bellissimo color turchese, dopo i primi metri le pietre lasciano spazio alla polvere di pomice.
Se non volete prendere la barca (anche se Bubu è veramente da non perdere!) è possibile raggiungere Havana Beach dalla località di Porticello, con il motorino.

Dalla barca di Bubu, un incoraggiamento per tutti!

La Granita con Brioche: potrebbe diventare una dipendenza. Al fico o alla mora per me, magari con una piccola aggiunta di panna! Tantissimi i gusti tra cui scegliere. Dove? A Canneto da Tano Bar!

Il panorama da togliere il fiato da Quattropani, dal Santuario di Maria della Catena. Una passeggiata intorno alla chiesa e avrete davanti agli occhi le altre isole dell'arcipelago. D'obbligo scattare qualche fotografia da riguardare durante l'inverno! Affittate un motorino per raggiungere comodamente la località e lasciatevi andare in un romantico giro dell'isola con il vento in faccia.

Capperi e cucunci, da assaggiare nei piatti dei numerosi ristoranti e rosticcerie di Lipari o da portare a casa: un regalo molto gradito dalla mia mamma. Li potete trovare sotto aceto o sotto sale, li trasporterete comodamente se li farete mettere sotto vuoto.
Vi posso consigliare questa bottega in cui trovare tutte le specialità eoliane che preferite, dal pesto di pistacchi ai pomodorini essiccati:
F.lli Laise
Via Vittorio Emanuele 118, Lipari


Marina Corta e Marina Lunga di Lipari. Visitare mi sembra una parola troppo grossa: molto meglio curiosare, perdersi tra i vicoli, fare tante, tantissime foto. Da Marina Corta partono anche piccole imbarcazioni su cui potrete prendere il sole e che vi permetteranno di raggiungere in totale relax l'isola di Vulcano.

I negozi: Lipari si caratterizza del Corso (via Vittorio Emanuele). In realtà molti negozi sono molto commerciali, costumi e marchi che potete trovare anche a casa. Molto meglio entrare nei  negozi di prodotti tipici, il mio preferito? La Casa Eoliana, l'idea favolosa di una signora di Catania che ha deciso di trasferirsi a Lipari, tutto l'anno. Un piccolo negozio, una concept putia per l'appunto, in cui tutto ciò che viene venduto è assolutamente Made in Sicily! Orecchini, le tradizionali coffe decorate con gli scudi dei putti, piccole creazioni artistiche e prodotti della gastronomia locale. Ci ha consigliato anche una ricettiva che ho piacere nel condividere con voi, l'insalata di arance!

INSALATA DI ARANCE:
arance tagliate a vivo
finocchi
capperi sotto sale leggermente lavati sotto l'acqua
olive nere

La Casa Eoliana, concept putia
Via Garibaldi 47


Il cibo: io adoro la cucina siciliana, forse non sempre la più leggera ma sicuramente gustosa. Sono pronta ad indicarvi qualche indirizzo.

  • Una rosticceria, dove prendere l'insalata di polipo, patate e capperi da mangiare seduti sulla spiaggia di Canneto. Si chiama Papisca e potete trovare svariate specialità: panzarotti, arancini, insalate e parmigiana di melanzane.
  • Un ristorantino sulla spiaggia, a Canneto. I piatti sono quelli della tradizione, per la maggior parte a base di pesce. Nonostante gli orari dei pasti siano spostati avanti (si cena intorno alle dieci) vi consiglio di prenotare un tavolo per l'ora del tramonto! 


Un piatto leggero: insalata di polipo all'eoliana nella versione con pomodorini, cipolla rossa e capperi.


La Bussola
Marina Garibaldi
Canneto di Lipari


  • Il mio preferito, a Lipari. Si chiama Kasbah Cafè, è un ristorante particolarmente curato, sia nell'arredamento che nella preparazione e presentazione dei piatti. Vi troverete in un giardino incantevole, in cui la natura incontra dettagli moderni, di design. Date un'occhiata al sito per vedere con i vostri occhi l'atmosfera e la cura dei particolari di questo Ristorante che offre anche una buona scelta di pizze, cotte in forno a legna.

Da provare: spada grigliato con prosciutto crudo.



KASBAH Cafè
Vico Selinunte 45



Un ultimo scatto dal mare su Marina Corta di Lipari.
A presto con le altre isole, F.













lunedì 25 agosto 2014

Amica per le penne nel Ponente Ligure. Vol.1 Laigueglia


Metti un profumo inebriante di pini marittimi e distese di basilico. Metti il rumore della risacca, un blu da guardare per ore senza stancarsi. Le barchette dei pescatori e i fritti da acquolina in bocca. Questa è la mia vacanza fin da bambina, quella che crea nostalgia, quella dei castelli di sabbia e dei castelli in aria. Ogni tanto il richiamo di quei luoghi è forte, non si può non cedervi. E se crescendo si è diventate buone forchette, quel richiamo è ulteriormente amplificato: pesto, fritto misto, pesce fresco. E l'immancabile olio extravergine ligure, delicato ma che, al contempo, ti fa esclamare "si sentono le olive!". Ecco la mia vacanza ventennale, Andora per le delizie dell'entroterra e Laigueglia per quelle di mare. A tutta acquolina.


Cominciamo dal mare, e da una deliziosa cenetta a Laigueglia, una pittoresca cittadina del Ponente ligure, a due passi da Alassio. Spiagge d'altri tempi, piccole e incorniciate dalle barche dei pescatori, un antico bastione saraceno e scorci tra case colorate in tipico stile ligure e graziose botteghe di souvenir. Ceniamo in un accogliente ristorante a 50 metri dal bagnasciuga: Pacan.


Pacan è l'ideale per rompere il ghiaccio, per far entrare nello spirito marinaro vero e proprio. Una decina di antipasti di pesce tra cui scegliere. Oppure, se la gola vi crea un'indecisione a cui difficilmente si pone rimedio, una portata che li riunisce tutti: carpaccio di tonno, carpaccio di ventresca, cozze marinate, filetto di peperone con acciuga, carpaccio di spada rosato, bianchissime alici marinate, insalatina di mare. E per chiudere in bellezza, tiepido di polipo e patate. Un piatto variegato e dalle materie prime di altissima qualità, tutte fresche e rigorosamente Km zero. Prezzo? 13 euro.


Come secondo piatto, su suggerimento del proprietario della nostra spiaggia (grazie Jerry!), siamo andati sul classico. E sicuro. Fritto misto di calamari, ciuffi, gamberi e verdurine. Al contrario di altri fritti con verdure, molto diffusi nel ponente ligure, il pesce era in stragrande maggioranza e le verdure non si limitavano alle classiche carote e zucchine. In questo croccantissimo fritto, dal crunch impassibile anche dopo una buona mezz'ora, spuntano qua e là colorati ortaggi, quali: melanzana, zucchina trombetta di Albenga, cipolla rossa, carota, patata in formato chips e fiori di zucca. Un fritto davvero memorabile per freschezza degli ingredienti e croccantezza persistente della pastella. Dosi davvero esorbitanti (due vassoi colmi per 3 commensali). Se amate il fritto di pesce, orientatevi su quell'unica portata per goderne appieno. E' sensazionale. 13 euro per il paradiso, evidenziando inoltre come la maggior parte dei ristoranti sul mare di Laigueglia oscilli tra 1 14 e i 15.


Ad accompagnare questa piacevole cenetta, una buona carta dei vini, con freschissimi bianchi fermi, tra cui si segnala il tipico Pigato, e un'ottima selezione di prosecchi. La nostra scelta è ricaduta su una bottiglia di Valdobbiadene Superiore (euro 17).


Ma veniamo ai lati, anzi al lato negativo. Pacan non accetta prenotazioni. Probabilmente si tratta di una politica volta ad evitare che in certi orari vi siano tavoli inoccupati, con conseguente diminuzione degli introiti. Il mio consiglio è di cenare molto presto o molto tardi, intorno alle 19 (orario di apertura) oppure verso le 22. Evitare gli orari di punta, in quanto già alle 19 inizia a crearsi coda fuori dal locale. Nel mio caso, una cena alle 19 ha garantito un servizio rapido e l'assenza di attese snervanti. In ogni caso vi assicuro che il gioco vale la candela.



BIGLIETTO DA VISITA

"RISTORANTE PACAN"
Piazza Cavour, 14
Laigueglia SV
aperto tutti i giorni
19:00-01:00
Tel. 0182 690100 (solo per info)


Buon assaggio, con la mente

M.

venerdì 30 maggio 2014

Piccolo faro di patate e seppie

Sogni di una cena di mezz'estate? Voglia di mare? Zampironi già pronti sul terrazzo? E magari anche una bottiglia di vino bianco a raffreddare? Che questi scenari siano realtà o bellissimi sogni, questa è la ricetta che fa per voi!
Semplice da preparare, pochi ingredienti e sapori decisi, il classico piatto da cena sul balcone, il secondo buono anche tiepido, che non può non presentarsi bene. Adoro l'abbinamento sughetto delle seppie-patate morbide ma con crosticina croccante. Il tutto reso profumatissimo grazie alle olive Taggiasche e ad una salsina al basilico. 
Ecco la mia proposta per una cenetta a lume di zampirone.





INGREDIENTI per 4 persone

500 gr di seppie pulite
3 patate gialle
olive Taggiasche denocciolate
1/2 bicchiere di vino bianco fermo
2 spicchi d'aglio
una manciata di basilico fresco
1 cucchiaio di pinoli
olio e.v.o.
olio di semi
peperoncino
sale q.b.




Preriscaldate il forno a 180º. Sbucciate le patate, tagliatele a fette spesse mezzo centimetro e sbollentatele in acqua per 5 minuti. Tenete l'acqua di cottura. Disponete le fettine scolate su una teglia ampia coperta di carta forno e unta con un filo d'olio e.v.o. Aggiungete una manciata di olive, sale e peperoncino. Cuocere per circa 30 minuti e successivamente fate riposare in forno caldo. Nel frattempo, lavate le seppie, asciugatele e tagliatele a dadini. Soffriggete due spicchi d'aglio in un filo d'olio e.v.o. e tuffatevi le seppie. Saltatele per un paio di minuti, salatele e sfumate con il vino bianco. Aggiungete olive a piacere e di tanto in tanto, quando il pesce tenderà ad asciugarsi, un cucchiaio d'acqua di cottura delle patate. Le seppie saranno pronte in 45 minuti circa. Preparate la salsina al basilico, una sorta di pesto, frullando una manciata di foglie, un cucchiaio di pinoli, olio di semi aggiunto poco alla volta e un pizzico di sale, fino ad ottenere una cremina piuttosto liquida. Impiattate stratificando patate e seppie, completando con qualche oliva e un filo di salsina al basilico. Decorate a piacere con basilico fresco.

Buon appetito,

M.


giovedì 15 maggio 2014

Amica per le penne a PORTOFINO

Perché a noi piace condividere un po' tutto con voi, anche le nostre gita fuori porta che magari diventano l'idea e l'occasione per evadere dalla città, dalla routine e dal grigio, anche per voi. 
Da bambina volevo essere un'esploratrice, naturalmente mi immaginavo tra deserti e safari; la curiosità non mi ha mai abbandonato, la voglia di scoprire è sempre stata fedele compagna di viaggio. Crescendo ho capito, però,  che ci sono posti meravigliosi non troppo distanti da casa, di quelli che fai le fotografie con gli occhi e non te li scordi più, che bastano un paio d'ore di viaggio e ti sei già dimenticata che giorno è,  il problemuccio a casa, l'impegno della prossima settimana.
Oggi vi racconto di quel pezzettino di Liguria che si chiama Portofino. Nonostante vorrei provare a fare uno di quei viaggi in cui è doveroso programmare il tour su una vera cartina, abbiamo impostato il navigatore e raggiungere la meta è stato molto semplice!

Benvenuti a Portofino

Siamo arrivati fino a Portofino in macchina, il mio consiglio è quello di fermarsi a Rapallo o a Santa Margherita Ligure e optare per il traghetto: potrete prendere il sole e guardare il panaroma e, soprattutto, non diventare matti sulla strada stretta e trafficata. N.B, i parcheggi a Portofino sono piuttosto cari.
Immaginiamoci tutti arrivati, immaginiamoci nella strada principale per scendere nel golfo, i negozi aperti (stupendi, alcuni da guardare da lontano, molto lontano!) il profumo della focaccia, irresistibile.
…e già i colori delle cose mi hanno rimbambita, il tempo sembra che si sia fermato, le barche che si muovono al ritmo delle onde e mi scappa un sorriso, di quelli belli grandi.
Decidiamo di fare un giro, tra i vicoli e i negozi, curiosando un po' ovunque. Decidiamo di salire alla chiesa di San Giorgio, c'è una balconata a strapiombo sul mare dove godere di un panorama mozzafiato. 
Respirare l'aria di mare è una ricarica di energia, "iodio vieni a noi!". 
Proseguiamo per il castello di Brown, la passeggiata è ombreggiata e piacevolmente rinfrescata dalla brezza di mare.

Chiesa di San Giorgio, Portofino.

Sono piena di scorci suggestivi, di immagini meravigliose, ma la pancia inizia a brontolare e quando ho fame divento veramente irritabile. Luca mi conosce molto molto bene e ha già prenotato un posto carino per il pranzo. Perché non è il luogo adatto altrimenti, caro Luca, ti scriverei tante cose carine (opterò per un sms).


Ristorante Ö Magazin

16034 Portofino
calata Marconi 34
telefono: 0185 269178 (caldamente consigliato prenotare)


Acciughe salate


Spaghetti con le arselle
Il ristorante è veramente carino, con i tavolini all'aperto a due passi dal mare, non è necessario strafare quando hai una cornice come Portofino. Abbiamo ordinato un antipasto, le acciughe salate. Non cadete nell'errore di considerarle semplici acciughe perché nulla hanno a che vedere con quelle che troviamo al supermercato nelle scatolette. Si tratta di acciughe fresche e saporite, che su un pezzetto di pane ai cereali con appena un po' di burro (con cui vengono servite) sono sublimi.
Come primo un piatto di spaghetti, i miei preferiti. Con  le arselle in guscio, in bianco, quando le cose semplici sono così buone mi si stringe il cuore. 
Passiamo alla nota dolente: il conto. Premessa numero uno, siamo a Portofino; premessa numero due, quando per una birra e un succo annacquato all'ananas, in un bar vicino,  ci hanno chiesto diciassette euro, avevo già perso le speranze.
In questo ristorante il prezzo di ciascun piatto scelto si aggira intorno ai sedici-diciotto euro. Io sono stata benissimo e ve lo consiglio, se non vi va di spendere troppo per il pranzo  prendete qualche trancio di focaccia, una bibita fresca e raggiungete la terrazza vicino alla chiesa di san Giorgio: credo sia una soluzione a dir poco magnifica!

Scorcio dalla terrazza.



Tanti saluti da Portofino, F.


Sono stata a Portofino il 26 aprile 2014.