giovedì 31 luglio 2014

Amiche per le penne e il Cibo per la mente: la Garzantina dei Prodottitipici d'Italia

Sapevate che in Italia esistono ben 12 varietà diverse di amaretti? O 8 di baci? O che "polenta e osei" è anche un dolce bergamasco? E che su 20 regioni, 18 hanno la loro salsiccia tipica, preparata in maniera diversa dalle altre?
Questo e molto altro a "Sai xchè?", verrebbe da dire. E invece il pozzo di scienza della gastronomia tipica italiana è racchiuso in un volume compatto e da acquolina in bocca: l'Enciclopedia garzanti dei prodotti tipici d'Italia. 



Per i più golosi, è un libro da leggere tutto d'un fiato, per i consultatori sporadici, una raccolta completa delle preparazioni gastronomiche locali, delle materie prime caratteristiche, dei prodotti fregiati da marchi DOP, IGT, IGP e chi più ne ha più ne metta. L'autore, il Gastronauta (www.gastronauta.it) Davide Paolini, include trattazioni legate a salumi, pasta, formaggi, conserve, dolci, con luoghi di produzione, ingredienti, lavorazione, caratteristiche e terminologie legate. Per non farci mancare nulla, un occhio di riguardo alla cultura gastronomica veicolata da feste, tradizioni, leggende, usanze e sagre. Il tutto suddiviso per voci, in ordine alfabetico, ma contrassegnate da una scala cromatica che identifica la categoria del prodotto, e corredate dal luogo o dai luoghi di provenienza.



Un esempio banalissimo direttamente da questa Bibbia del gusto e che ho riprodotto fedelmente, da buona golosa, per pranzo:


"PESTO GENOVESERegione: LiguriaConserva salata a base di basilico
Si dice pesto, si pensa Liguria, effluvi di mare, mimosa, basilico. Ci vuole il basilico di Pra -nell'area di Genova- dalle foglie verde scuro, per fare un Pesto profumato. Tradizione vorrebbe che fosse pestato nel mortaio, insieme ai pinoli e al sale grosso, dolcemente e con movimento lento, aggiungendo parmigiano e pecorino grattugiati. Il tutto si lega con olio extravergine di oliva versato a filo, fino ad ottenere una crema omogenea. Il Pesto genovese, oltre a condire Trenette e Gnocchi, dà fragranza a semplici minestre di verdure"

E' quasi poetico, oltre che da fame chimica.


Inoltre, ci viene offerto un profilo culturale, storico e gastronomico di ogni regione italiana.
Le pagine finali del volume sono dedicate a griglie per classificare i dolci, i formaggi e i salumi tipici, in base alla provenienza delle materie prime impiegate e al tipo di preparazione e lavorazione.
E' una fonte di ispirazione per provare piatti nuovi e sconosciuti, una guida gastronomica per farsi un'idea prima di un viaggio. Ma soprattutto è una continua scoperta, uno sfatare il luogo comune secondo il quale l'Italia è solo pasta e pizza. 



COPERTINA

Le Garzantine
Prodotti tipici d'Italia
a cura di Davide Paolini
Garzanti editore
ISBN 88-11-50494-5
Prezzo di copertina € 35

Buona lettura


M.

mercoledì 30 luglio 2014

Dolcetti dell'ospite improvviso!

Se avete ospiti a cena non è la ricetta adatta, tanto che mi vergogno quasi a chiamarla "ricetta". In questo caso è molto meglio un dolce al cucchiaio, un tiramisù ad esempio.
Mettiamo invece il caso che la vostra adorata pro zia, amica che passa a restituirvi un libro prestato, rappresentante di aspirapolveri, vi avvisi giusto 15 minuti prima del suo arrivo.
In casa non avete quei biscotti ricoperti con cioccolato e cocco o i canestrellini (credo che bisognerebbe tenerne sempre una confezione a casa, pronta per queste occasioni) e nemmeno le crostate della Mulino Bianco.
Io vi propongo una soluzione super veloce, facilissima, carina e che, se l'ospite è veramente l'adorata pro zia, vi garantirà quei cinque euro di mancia tipici dei parenti di una certa età.
La lista ingredienti è la più corta della storia: un rotolo di pasta brisè (in questo caso sarebbe meglio la pasta sfoglia, io avevo in casa la brisè che preferisco per le torte salate) e marmellata, la mia è di prugne, fatta in casa dalla collega di mia mamma.


DOLCETTI ALLA MARMELLATA DI PRUGNE FATTA IN CASA.

Ricavate dei cerchi dalla pasta, cospargeteli di marmellata, infornate per una quindicina di minuti. Pronti per essere serviti e accompagnati da un buon tè freddo (visto il tempaccio anche caldo, direi!).

F.


lunedì 28 luglio 2014

Amica per le penne a Bruges

Buongiorno!
Oggi nuova tappa della gita fuori porta in terra belga. Il posticino del quale mi accingo a parlarvi è un vero gioiello, un Paese delle Meraviglie per fotografi e buongustai. Si tratta di Bruges, città il cui centro storico medioevale è patrimonio UNESCO dal 2000. È il capoluogo delle Fiandre Occidentali, a pochi chilometri dal Mare del Nord, raggiungibile attraverso il Rozenhoed, principale canale della città. A colpire immediatamente sono le case, coloratissime e dai tetti a punta. È un luogo pieno di pace, in cui il tempo sembra essersi fermato. Costeggiando il canale e percorrendo le pittoresche stradine quasi si perde la nozione del tempo. Ma una pausa ci vuole. E quale posto migliore se non la piazza principale? 

Siamo nella Marktplatz, la piazza del mercato: da un lato svetta la Torre Civica, con i suoi oltre 350 scalini (memorabili davvero, soprattutto con 30 gradi e a mezzogiorno), dall'altro una schiera di palazzi medioevali dai colori più disparati. E poi ombrelloni e tavolini, tra i quali quelli del ristorantino scelto da me e Luca per la nostra pausa pranzo. 


"Meridian 3" è un ristorante e brasserie tipicamente belga, dove potrete gustare anche piatti veloci. Abbiamo scelto un croque monsieur, toast grigliato, ed un clubsalmon, la versione "marenordica" del classico club sandwich. Tanto salmone freschissimo e verdurine croccanti. Tocco particolare in più? Pane nero al posto del classico pane per sandwich, tostato e imburrato. 


Ad accompagnare il nostro sfiziosissimo break un cono di fragranti patatine fritte, immancabili.
Prezzi medi intorno ai 15 euro bevande incluse. Un'alternativa per i più esigenti? Uno dei ristoranti affacciati sul mercato del pesce, i cui menù pullulano di grigliate di pesce, mugnaie, zuppe di molluschi e la classica casseruola di cozze (dai 20 euro a portata).
Dopo un rilassante momento di meditazione su una delle tante panchine lungo il canale, ammirando le coloratissime finestre delle case, si può proseguire verso un'altra tappa gastronomica, il Museo della Patatina fritta (Friet Museum), un percorso invitante dalla scoperta dell'America alle diverse varianti di questo piatto succulento, dalle modalità di cottura, alle varietà e all'arte legata alla patatina fritta.


Dall'aria "fritta" all'aria fresca, non perdetevi un romantico e rilassante tour dei canali, in barca. Una prospettiva diversa per osservare la splendida architettura cittadina, attraverso scorci suggestivi e ponti a pelo d'acqua. Dura circa mezz'ora ed è corredato da guida in inglese. Prezzo vantaggiosissimo, 7,60 euro (tariffa adulti a persona). 

Una merenda nazional popolare che non mancherà di deliziarvi? Il waffle. Waffle al naturale, waffle con crema chantilly, waffle alle fragole, waffle al cioccolato. Oppure waffle con tutto. L'importante è che li proviate. 


Chez Albert è il posto giusto, una delle più antiche wafflerie di Bruges. Un waffle da passeggio con due topping costa circa 5 euro. E ammirare le bellezze di Bruges gustando questo dolce ipercalorico è davvero un'esperienza onirica. Se non siete completamente soddisfatti potrete raggiungere uno dei numerosi negozietti "La Belgique Gourmande" (sono davvero ad ogni angolo e profumano da far svenire) ed acquistare una confezione di mini waffles al naturale, da arricchire a piacere con frutta, creme e cioccolato.


Con tanta fame e voglia di ripartire vi auguro una buona giornata


M.


BIGLIETTI DA VISITA

MERIDIAN 3
Markt 15, Bruges

FRIET MUSEUM
Vlamingstraat 33, Bruges


CHEZ ALBERT
Breidelstraat 16, Bruges

Finta creme brûlé di banane e cioccolato

Oggi un dolcetto che si prepara in cinque minuti, parola di una che non ha fatto la scout ma di cui ci si può fidare. Uno degli accostamenti di sapori tra i più classici, banane e cioccolato, un dessert con cui farete un figurone, con la sua aria da creme brûlé!


INGREDIENTI (per una cocottina):
una banana 
zucchero di canna 
un biscotto (o due) del tipo Digestive
qualche cubetto del cioccolato che preferite


PREPARAZIONE:
Saranno proprio due righe perché in qualche passaggio il vostro dolcetto sarà pronto per essere servito!
  • Un cucchiaino di zucchero di canna sulla base della cocotte e una banana tagliata a rondelle ben disposte.
  • Ancora una spolverata di zucchero!
  • Sbriciolate un biscottone Digestive, se non vi sembra sufficiente direi due, e tagliate a tocchetti due cubetti di cioccolato al latte e due cubetti di cioccolato bianco.
  • Cospargete il cioccolato e il biscotto sopra le banane.
  • Un minuto o due nel forno a microonde! 


Buon assaggio goloso, la banana sarà una morbida crema, il biscotto sarà la crosticina croccante!

F.

venerdì 25 luglio 2014

Trancetti di salmone in crema di cocco


Suona stranissimo, lo so. Ma credetemi, l'abbinamento è da leccarsi baffi, barba e punta del naso. Una crema al cocco che più cremosa non si può, resa freschissima dal limone e piccante dalla paprika. È un piatto da scarpetta, in cui il salmone è avvolto dalla consistenza corposa di questa salsa molto particolare ma delicata. Il cocco non è così invadente da coprire il gusto del pesce, ma renderà il tutto molto profumato ed esotico. E vellutato. E la onnipresente nota croccante, vi starete chiedendo, dove sta? In lamelle di cocco fresco tostate, naturalmente! Prendete appunti e provate questa ricetta semplicissima, vi stupirà!



INGREDIENTI per 4 persone

4 trancetti di salmone da circa 200 grammi l'uno
150 ml di latte intero
100 gr di farina di cocco
(In alternativa a latte intero e farina di cocco, potrete utilizzare 200 ml di latte di cocco. Il sapore risulterà però più invadente)
2 cucchiai di scaglie di cocco fresco
1 cucchiaino di paprika
1 cipolla bainca piccola
1/2 limone
1 noce di burro
1 mazzetto di prezzemolo
4 foglioline di coriandolo
brodo vegetale q.b.
sale q.b.


Fate imbiondire la cipolla in poco burro. Versate il latte e fatelo sobbollire. Tuffate nel latte la farina di cocco e un cucchiaio di scaglie di cocco, cuocendo a fuoco lento. Salate ed insaporite con la paprika. Aggiungete il succo e la scorza gratuggiata di mezzo limone. In questo modo darete un tocco fresco alla vostra salsina, sgrassando il gusto avvolgente del cocco. Fate rapprendere leggermente e togliete dal fuoco. Lasciate riposare ed insaporire per una mezz'ora. Procedete frullando e successivamente filtrando la vostra salsa. Aggiustate di sale se necessario. In una padella antiaderente leggermente unta, rosolate i tranci dal lato della pelle. Coprite la pentola e cuocete per una decina di minuti. Salate leggermente. Versate la salsa di cocco sui trancetti, stemperandola con del brodo caldo. Cuocete per altri 15 minuti. Nel frattempo tostate per pochi minuti le restanti scaglie di cocco. Servite con prezzemolo e coriandolo freschi tritati, versando dolcemente la crema sopra i tranci. Aggiungete le scaglie di cocco croccanti. A piacere, potrete aggiungere scorza di limone e paprika. 

Buon appetito,

M.

giovedì 24 luglio 2014

Dedicata a ELENA: arrotolata di pasta brisè con ricotta e spinaci

Oggi una ricetta che tra gli ingredienti contiene una dedica speciale alla mia amica Elena, compagna di università che voglio ringraziare per il supporto morale durante tutta la sessione estiva e a cui devo un pranzo: è stata lei a cucinarmi una torta salata ricotta e spinaci.
Ho apportato giusto qualche modifica, ho sostituito la pasta sfoglia con la pasta brisè, ho cambiato la forma (la sua era una sorta di calzone) optando per un rotolo, con la pasta avanzata ho creato qualche fiocchetto, tutti in tuo onore Elenina!
In questa ricetta è assolutamente vietato usare olio d'oliva, lei è intollerante: olio di lino che mette d'accordo tutti!



INGREDIENTI:
Una confezione di pasta brisè
una confezione da 450 gr di spinaci surgelati (naturalmente vanno bene, anzi sono meglio, quelli freschi!)
una ricottina, 100 gr circa
formaggio grattugiato (parmigiano reggiano) a piacere
sale e pepe q.b.
un giro d'olio di lino.




PREPARAZIONE:
Su una padella antiaderente rovesciate il contenuto di una confezione di spinaci surgelati. A fuoco basso fate scongelare e cuocete con cura aggiungendo giusto un giro d'olio di lino.
Aggiustate di sale e pepe. Abbiate cura di fare asciugare gli spinaci, facendo evaporare la maggior parte dell'acqua che potrebbe crearsi sul fondo.
Unite gli spinaci con la ricotta e aggiungete qualche cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato e vostro gusto.
Mescolate per benino amalgamando ciascun ingrediente.
Srotolate una confezione di pasta brisè. Se, come me, ne avete una rotonda, raddrizzate due lati: con le porzioni di cerchio che ne ricaverete faremo i fiocchetti.
Stendete la farcia sulla pasta e arrotolatela con l'aiuto della carte da forno sottostante, quella che vi viene fornita con la stessa pasta.
Fare i fiocchetti è semplicissimo, basterà piegare un rettangolo in due e stringere il centro, come delle farfalline.
Infornate a 180, anche 200 gradi per una mezzoretta: a metà cottura girate il rotolo in modo da renderlo croccante sia sotto che sopra.



Non mi rimane che augurarvi buon assaggio e  di gustare questa ricetta con amici speciali, un po' come è successo a me!


Grazie Elena, per la ricetta e l'ospitalità!

F.



mercoledì 23 luglio 2014

Amica per le penne a Bruxelles

Buongiorno!
Anche per oggi niente ricette. Solo valigie e cartina in mano. E una piccolissima "guida" gastronomica che ho elaborato dopo il viaggio fatto con il mio ragazzo a Bruxelles e Bruges. Questo primo post è dedicato a Bruxelles e ad alcune tappe consigliate (per quanto riguarda il cibo) se deciderete, un giorno, di scegliere questa bellissima città come meta per le vostre vacanze. 

La Grande Place de Bruxelles

Iniziamo sfatando il luogo comune secondo il quale Belgio è sinonimo esclusivo di cioccolato. Il Belgio è cioccolato, birra, patatine fritte e pesce freschissimo del Mare del Nord, sul quale è affacciato. Ma partiamo dal primo ingrediente del nostro elenco, con le tappe obbligate per gli amanti dell' "oro marrone". 
Iniziate a farvi venire l'acquolina in bocca curiosando nel Museo del cacao e del cioccolato. 

Museo del cacao e del cioccolato
Rue de la Tete d'Or 9-11
www.mucc.be
Un'anonima casa seicentesca a due passi dalla Grande Place racchiude la storia del cioccolato Belga, dalle fave del cacao alle splendide caraffe per preparare la cioccolata calda, dagli antichi stampi per praline alle deliziose scatole in latta. Il tutto, accompagnato da assaggi e dimostrazioni. Tempo di visita: circa 40 minuti. 
Uscirete affamati e desiderosi di prolungare la vostra esperienza gustativa. A questo punto non vi rimane che dare un'occhiata alle numerose cioccolaterie sparse per tutta la città. Ne segnalo 3: i numerosi punti vendita Godiva, marchio storico, dove potrete acquistare un delizioso spuntino a base di fragole e cioccolato. 

Godiva
La Grande Place

Gli altrettanto capillarmente diffusi "La belgique gourmande", antiche cioccolaterie dalla vastissima scelta di praline, cioccolatini e altri dolci golosissimi. Qui vale la pena entrare, anche solo per un viaggio nel tempo. 

La belgique gourmande
Rue de l'Etuve, 49

Per i più esigenti e dai gusti raffinati c'è la Haute Chocolaterie dello chef Pierre Marcolini, che propone macarons e praline di lusso, con ingredienti insoliti e foglia d'oro. Perfetti come regali nelle loro confezioni in stile "gioielli Tiffany".

Pierre Marcolini
Galeries St Hubert
La Galerie


Passiamo alla bevanda nazionale: la birra. Approvato dal mio compagno di viaggio, che se ne intende più di me: "Moeder Lambic". E' una birreria artigianale con un'ampia carta e il motto "Beer is the answer!". Prezzi nella media ed ambiente curato. Piccola particolarità: la birra è servita con una ciotolina di croccantissimo malto tostato. Attenzione: crea dipendenza. Per una vasta selezione di tipiche birre belge, curiosate in Rue du Lombard, parallela alla Grande Place, una strada costellata di birrerie, zona molto viva e piacevole per le serate estive.



Rue du Lombard


Ora veniamo al punto cruciale nonché tasto dolente: il cibo. I prezzi sono generalmente alti e lontani dall'essere garanzia di qualità. Diffidate dai locali proposti con insistenza dai camerieri lungo le strade. In generale il pesce risulta essere buono e fresco. Il mare è a poco più di un'ora dalla città ed i prezzi delle pietanze a base di pesce tendono ad essere più abbordabili. Gli antipasti si aggirano in media intorno ai 15 euro e le portate principali intorno ai 20 con contorno. Per gli amanti del pesce, segnalo "Le paon royal". Propongono anche portate di carne, ma quelle di pesce ci hanno rubato il cuore, in particolare la tartare di salmone fresco, altissima la qualità della materia prima, quantità adeguata e delizioso condimento. Ottima anche l'insalata di gamberetti, fresca e saporita. Il contorno incluso è, ovviamente, un piatto fumante di patatine fritte, piuttosto diverse dalle classiche french fries a cui siamo abituati. Sono davvero squisite nel loro taglio più largo e la loro crosticina croccante.

Tartare di salmone con salsa Caesar 
Insalata di gamberetti
Per chi preferisce la carne, da "Vincent" troverà pane per i suoi denti: filetti e tournedos di altissima qualità preparati su fornelli ad isola al centro della sala. Prezzo indicativo, comprensivo di contorno, 25 euro.

Tournedo al Roquefort 

Dopo questa micro-guida per un soggiorno lampo a Bruxelles, vi lascio in attesa della prossima, tutta dedicata alla splendida Bruges.
Stay Tuned!

Buon viaggio, anche con la mente

M.




BIGLIETTI DA VISITA

"Moeder Lambic"
Place Fontainas, 8
Bruxelles

"Le paon royal"
Rue du Vieux Marché aux Grains, 6
Bruxelles

"Vincent"
Rue des Dominicains, 8-10
Bruxelles
www.restaurantvincent.com


Sono stata a Bruxelles dal 15 al 18 luglio 2014